Ultimo lembo meridionale del complesso boschivo che in epoche antiche si estendeva dal Po fino a Cervia, i circa 200 ettari della secolare pineta di Cervia, rappresentano ancora oggi un patrimonio naturalistico ed ecologico di inestimabile valore e di singolare bellezza. Dall'epoca romana fino ai tempi più recenti, lungo e I'elenco di personaggi illustri che hanno "cantato" lodi a questo "gigante" verde, da Virgilio a Dante, da Byron a D'Annunzio; o di famosi naturalisti che vi hanno compiuto importanti studi e ricerche, come Francesco Ginanni e Pietro Zangheri. Posta alle spalle della linea di costa, la pineta cervese può essere considerata un importante esempio di bosco termofilo con notevoli aspetti di mediterraneità. Accanto alle due specie di pini, il Pino domestico (Pinus pinea) e il Pino marittimo (Pinus pinaster), introdotti in epoche antiche, convivono numerose e diverse specie vegetali. Ricordiamo le bellissime orchidee selvatiche; | |

la Smilace, una liana rampicante, I'Apocino veneto, dai piccoli fiori rosati, entrambe al limite del loro areale di distribuzione, specie più comuni come la Roverella, il Biancospino, il Ligustro, la Fillirea. La pineta è anche rifugio per una fauna selvatica altrettanto varia, dai comuni fagiani alle diverse specie di passeriformi, ad alcuni esemplari di rapaci, come le poiane e i gufi, fino a piccoli mammiferi come il riccio, la donnola, il moscardino e rettili innocui come il biacco. Anche se ridimensionato nella sua estensione, si tratta pur sempre di un prezioso e inalienabile ambiente naturale, nel quale convivono armoniosamente piante e animali. All'interno della pineta si trova il Parco Naturale che ospita la sede del laboratorio didattico offrendo I'ambiente ideale per I'organizzazione delle attività di ricerca sull'ecosistema pinetale.
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