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La Gestione Integrata della Zona Costiera rappresenta oggi un esercizio complesso sul quale occorre sempre più riversare conoscenze interdisciplinari, scienza ed adeguate risorse. La contingenza delle problematiche esistenti già oggi pone la fascia costiera in una evidente condizione di precarietà e di emergenza, ove conflitti sociali sempre più aspri caratterizzano, con sempre maggiore frequenza, i rapporti tra residenti ed organi amministrativi preposti al governo del territorio.
Questo soprattutto alla luce del fatto che oggi circa un terzo della popolazione mondiale vive sulla fascia costiera, e che in essa si trovano tra l'altro straordinarie ricchezze in termini di valori storico - culturali ed ambientali - paesaggistici. La stretta dipendenza tra territorio, costa e mare pone un altro inquietante momento di riflessione sul fatto che "il futuro del mare si gioca nella fascia costiera", questo è quanto emerge dalle discussioni di qualificati esperti nei settori della oceanografia e della biologia marina: il 70% degli inquinanti è di origine terrestre, interventi strutturali quali porti, moli, manufatti, ecc. possono generare gravi forme di degrado, il sommarsi di tali fattori si riflette nella fascia di mare strettamente costiera, quella con i più alti valori di biodiversità, con la più alta produttività, quella ove molti organismi marini compiono parte del loro ciclo vitale. Fondazione CerviaAmbiente ha scelto questo tema come prioritario allo scopo di creare una necessaria base culturale su questa materia e supportare le Amministrazioni e gli organi tecnici nelle decisioni e nel governo del territorio. La Regione Emilia Romagna ha poi incaricato la FCA di studiare le "linee guida" di una futura gestione del rapporto tra terra e mare con un progetto, coordinato da Attilio Rinaldi e Walter Ganapini, partito nel 2002 e che terminerà nel 2004.
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